8 marzo: Giornata della Donna

La Festa della Donna si celebra ogni anno l’8 marzo. E in questa occasione vogliamo rendere omaggio ad una donna in particolare e fare un viaggio alle nostre origini.
Il concetto di donna che lavora è per noi oggi un termine moderno e attuale. A volte dimentichiamo quelle donne che, diverse generazioni fa, sfidarono i pregiudizi sociali e gli ostacoli culturali ed entrarono in un mondo dominato dagli uomini e in cui le difficoltà che sperimentarono erano difficili da immaginare oggi.
Oggi vogliamo rendere omaggio a una donna intraprendente e laboriosa, una pioniera in anticipo sui tempi e la responsabile degli Appartamenti Sabinas chiamati così.

Oggi vogliamo raccontarvi la storia di Sabina, nostra nonna.
Sabina è nata il 31 dicembre 1910 a Zegama, un piccolo paese di Gipúzcoa, vicino a San Sebastian. Mia nonna era una donna laboriosa, di grande coraggio e senza dubbio intraprendente.
Lei e i suoi cinque fratelli non sono nati in un periodo facile. All’età di 14 anni iniziò a lavorare nella cartiera vicino al suo paese. Ogni giorno scendeva dal paese di montagna alla fabbrica per lavorare. A scuola insegnavano loro anche solo a cucire. Parlavano a malapena spagnolo.
Carmen, la sorella maggiore, è stata la prima a partire alla ricerca di nuove opportunità. Trovò lavoro presso l’hotel Jauregi a Fuenterrabia. Erano gli anni ’20. Tutto iniziò quasi un secolo fa. Da allora la nostra famiglia è sempre rimasta legata al settore dell’ospitalità.
Fuenterrabía a quel tempo era un importante luogo di villeggiatura estivo per le classi benestanti. La disponibilità e l’impegno di zia Carmen le permisero di passare da apprendista a prima domestica. Fu allora che raccomandò Sabina. Erano lì da diversi anni.
Poi vennero l’Hotel Orly e l’Hotel Maria Cristina (dove ogni anno si tiene il Festival del Cinema) a San Sebastian. Durante questo periodo non solo impararono a servire, ma ricevettero anche un’intensa formazione sul protocollo. I clienti di questi alberghi erano principalmente aristocratici e soldati di alto rango. Lì Sabina e sua sorella incontrarono Don Isidoro, proprietario di diversi alberghi che offrì loro lavoro a Saragozza.
Sempre insieme hanno accettato la proposta. Il cambiamento è stato difficile. Essere donna e lavorare nell’ospitalità a Saragozza non era facile, anche don Isidoro era molto severo.

Anni dopo si presentò l’occasione: l’Hotel La Pampa era in affitto. Le sorelle si riunirono e intrapresero il loro primo progetto solista.La Pampa era una pensione-ristorante di proprietà di un argentino di fronte al Mercato Centrale. Sabina e Carmen (che in realtà si chiamava María ma preferiva farsi chiamare Carmen) videro un futuro nel progetto e chiamarono Modesta e Jacinta amiche e sorelle vicine di Zegama.
Fu allora che i suoi quattro soci cambiarono il nome del locale. La Pampa è stata ribattezzata Laurabak, che in basco significa 4 uniti (Carmen, Sabina, Modesta e Jacinta).
Insieme decidono di ampliare il ristorante che si trovava al primo piano con un bar al piano strada. A quel tempo il Mercato Centrale era il centro del commercio cittadino e il bar divenne il punto d’incontro dei commercianti.
Molti trasportatori dormivano lì e Laurabak divenne famosa per il suo cibo. Era un altro modo di intendere la cucina che fondeva le tradizioni basca e aragonese.
Poi arrivò la guerra nella quale si trovarono a soffrire grandi difficoltà e l’attività si chiamò Vasconia. Il bar divenne un luogo frequentato da soldati famoso per il buon caffè che serviva. Fu lì che Sabina conobbe mio nonno Antonio e fu a Vasconia che nacque mia madre.
Modesta sposò Manuel, un cliente di Madrid, e insieme a Giacinta, che più tardi sposerà Luis, andarono a vivere a Madrid. Erano gli anni ’40, poi arrivarono Carmenchu e Dominica, le nipoti di Sabina. Anni dopo Carmenchu avrebbe rilevato l’attività insieme al marito Ramón.
Per Laurabak passarono personaggi dell’epoca come il pugile Uzkudun, anche pelotaris (uno sport molto popolare all’epoca a Saragozza), Azarola (grande pianista), o più tardi Vasconia Jose Oto (famoso jotero aragonese).
Il 1 maggio 1950 Sabina e Antonio acquistarono la Posada de las Almas e iniziarono un nuovo progetto insieme, sempre con zia Carmen. Ma quest’altra grande storia merita un capitolo a parte.















